Psicologia del gioco: un aiuto fondamentale per chi scommette

Quando si decide di giocare alle scommesse c’è un aspetto che va al di là delle statistiche e dello studio che i giocatori non considerano: quello psicologico. La mente dei giocatori quando non è allenata può fare brutti scherzi. L’euforia per una vittoria o lo scoramento per una perdita possono portare a cadere nel vortice del gioco patologico. Per questi motivi il betting va gestito con consapevolezza. Tutti coloro che si approcciano a questo mondo devono essere forti mentalmente ed evitare di perdere il controllo delle loro azioni. Ma quali sono i meccanismi che portano a questa dipendenza e come si può evitarla?

I fattori scatenanti

Uno dei principali fattori alla base della dipendenza è il rinforzo intermittente. Si tratta di una tecnica psicologica in cui una ricompensa (o una punizione) viene somministrata in modo imprevedibile e non ogni volta che si verifica un comportamento, rendendo quest’ultimo molto più resistente all’estinzione e creando dipendenza.

Si pensi alle scommesse. Sono un genere di gioco che non garantisce una ricompensa costante, ma dall’altra parte sono anche un gioco dove l’abilità e lo studio contano di più rispetto alla mera fortuna di altre tipologie ludiche. Proprio per questi motivi la possibilità di una vincita rende le scommesse estremamente stimolanti. Il fenomeno delle ricompense variabili prende il nome di rinforzo variabile e spinge il cervello a desiderare sempre più il piacere della vincita, anche quando le probabilità di successo sono basse.

Per questi motivi gli scommettitori quando perdono sono spinti dal desiderio di riscattarsi, continuando a puntare per recuperare le perdite precedenti.

Gestire le emozioni

Quanto detto deve servire da insegnamento per chi decide di scommettere. Gestire le proprie emozioni è fondamentale per evitare di diventare dipendenti. Una delle strategie più efficaci per gestire le emozioni è il distacco psicologico.

Quando si scommette è necessario un approccio il più possibile freddo e calcolatore. Bisogna avere un utilizzo scientifico del proprio bankroll. Molti giocatori cadono nell’errore di attribuire una vittoria unicamente alla propria abilità e una perdita alla sfortuna, creando un circolo vizioso che alimenta frustrazione e insicurezza. Ė necessario accettare che anche in un gioco dove il caso è limitato, quest’ultimo gioca comunque un ruolo fondamentale.

Per questo, quando si è in perdita è fondamentale non lasciarsi prendere dalla smania di rigiocare subito. Questo causa decisioni non ponderate e compromette anche il budget delle scommesse. Stesso discorso quando si è in vincita. La legge del «sfruttare il momento favorevole» non esiste. Per questo, non è consigliabile giocare di impulso. Occorre sempre ponderare le proprie scelte. Quando si scommette è necessario stabilire delle regole ferree, come fissare un limite di perdita giornaliero o interrompere il gioco dopo un certo numero di scommesse.

Gli errori cognitivi

Tra gli errori cognitivi che determinano in maniera fallace le decisioni degli scommettitori sono la fallacia del giocatore ed il bias di conferma. Il primo termine indica la convinzione errata che un evento passato influenzi un evento futuro. Si tratta di un concetto che esula dalla statistica di cui accennavamo prima per colpire la sfera dell’emotività. Un esempio può essere puntare sulla sconfitta di una squadra di Serie A imbattuta perchè «per la legge dei grandi numeri» prima o poi perderà.

Il bias di conferma, invece, è la tendenza a cercare e interpretare le informazioni in modo da confermare le proprie credenze preesistenti. Questo porta gli scommettitori a ignorare dati oggettivi e a basare le proprie decisioni su intuizioni. Quando in una scommessa si trova grande difficoltà nella scelta, talvolta è meglio evitare di puntare piuttosto che seguire le proprie sensazioni.

Quanto detto porta a un’unica conclusione: quando si studiano i pronostici è necessario darsi una disciplina di gioco e non deragliare mai da essa. Solo attraverso di essa si potrà essere certi di giocare in modo responsabile, evitando di dilapidare le proprie risorse.